Rimasi immobile in mezzo all’atrio funebre, mentre il rumore sordo dell’acqua che colava dagli ombrelli sul pavimento scandiva il crollo definitivo della mia esistenza. Il profumo dolciastro dei gigli calpestati si mescolava all’odore acre della cera fusa, rendendo l’aria irrespirabile mentre raccoglievo quel telefono caduto tra i vetri rotti. Sullo schermo illuminato lampeggiava un messaggio […]
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