Noi scriviamo con leggerezza all'interno di un chatbot, ma siamo davvero sicuri di sapere chi potrà leggere le nostre conversazioni? Al loro interno si trova ormai di tutto, dai problemi di lavoro, alle informazioni personali, che spesso sfociano in dettagli molto intimi. Ecco perché capire meglio come vengono migliorati sistemi come ChatGPT non è soltanto una curiosità tecnica, quanto una necessità, se non altro per metterci in guarda dal condividere certe informazioni con troppa facilità.
Un’inchiesta di 404 Media e ripresa da Tom’s Hardware, porta ora l’attenzione su Project Lily, un programma nel quale revisori umani valuterebbero conversazioni reali con ChatGPT. Secondo quanto riportato, OpenAI avrebbe impiegato centinaia di collaboratori per questo lavoro. Ma cosa fanno esattamente?
Sono i cosiddetti prompt reviewer, e non servono principalmente a controllare se ogni risposta sia vera, ma devono piuttosto giudicare come risponde il modello. Ad esempio conta sapere se comprende la domanda, se è utile, se utilizza formule troppo artificiali, assume toni paternalistici o tende ad assecondare eccessivamente l’utente.
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