La vibrazione del telefono sul ripiano di granito risuonava come una condanna a morte. Lo schermo si è illuminato una seconda volta, proiettando una luce azzurrognola sulle pareti bianche della cucina: Non provare a scappare di nuovo. Quaranta minuti. Megan mi guardava con le pupille dilatate dal terrore, la mano premuta contro lo sterno come […]
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